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    CREI — Cooperativa Sociale di Interpretariato, Ricerca e Formazione LIS
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    Segni di Diritto — International Week of Deaf People 2026

    20 anni di CRPD: i diritti linguistici non sono un dettaglio

    Apre la Settimana Internazionale delle Persone Sorde 2026 il tema dei 20 anni della CRPD e delle lingue dei segni nazionali. Un anniversario che non va celebrato: va misurato.

    Nel 2006 la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) ha riconosciuto per la prima volta, in un trattato internazionale, il valore delle lingue dei segni e della cultura sorda. Vent'anni dopo, il tema di apertura della Settimana Internazionale delle Persone Sorde 2026 ci chiede un bilancio onesto: cosa è cambiato davvero, e cosa resta sulla carta?

    Accessibilità e diritti linguistici non sono la stessa cosa

    C'è una confusione frequente, anche tra chi progetta servizi in buona fede: trattare la lingua dei segni come un "servizio accessorio" da attivare quando serve, un optional dell'accessibilità. Ma la LIS — la Lingua dei Segni Italiana — non è un dispositivo: è una lingua, con la sua grammatica, la sua storia e la sua comunità.

    Accessibilità e diritti linguistici devono camminare insieme: il primo garantisce l'ingresso, i secondi garantiscono la partecipazione. Entrare in un edificio non basta, se dentro quell'edificio nessuno può comunicare con te nella tua lingua.

    Quando una lingua viene riconosciuta, cambia tutto

    Il riconoscimento di una lingua dei segni non è un gesto simbolico. Ha conseguenze concrete:

    • nell'educazione: un bambino sordo ha diritto di accedere precocemente a una lingua pienamente accessibile;
    • nei servizi pubblici: l'informazione istituzionale deve essere disponibile anche in lingua dei segni;
    • nella sanità: la comunicazione con medici e operatori è parte dell'accesso alle cure;
    • nella cultura: la produzione artistica in lingua dei segni è patrimonio culturale, non folklore.

    In Italia la LIS è stata formalmente riconosciuta dal Decreto-Legge 41/2021 (art. 34-ter). Un passo importante, ma il riconoscimento normativo è un punto di partenza: la misura vera è quanto quel diritto diventa pratica quotidiana in scuole, ospedali, tribunali, musei e uffici pubblici.

    Il ruolo di chi lavora ogni giorno in questa lingua

    CREI nasce dentro questa prospettiva: interpreti LIS, formatori, professionisti della comunicazione accessibile che traducono i diritti in servizi concreti. Per noi questa settimana non è una ricorrenza da celebrare con un post, ma un'occasione per rendere visibile un principio che guida il nostro lavoro tutto l'anno:

    "I diritti linguistici non sono un dettaglio dell'accessibilità. Sono la condizione perché l'accessibilità significhi davvero partecipazione."

    La Settimana Internazionale delle Persone Sorde continua fino al 27 settembre: ogni giorno un tema, un diritto, una domanda concreta. Domani si parla di educazione inclusiva.

    L'accessibilità si progetta insieme

    CREI lavora dal 2010 su interpretariato LIS, formazione e produzione di contenuti accessibili. Parliamone prima, non alla fine.